Quaranta anni fa, nell’estate del 1986, veniva presentata la prima generazione di Opel Omega. La produzione dei primi esemplari di preserie partì nel mese di agosto, poco prima che l'azienda chiudesse per le ferie estive, per poi riprendere regolarmente a settembre con la produzione dei primi esemplari da distribuire alle concessionarie. Ad ottobre la vettura fu presentata al pubblico in occasione del Salone di Parigi.
Cominciò così la carriera commerciale della Opel Omega, un nome che richiama l'ultima lettera dell'alfabeto greco, scelto per sottolineare la fine di un'era nella produzione di berline grandi e medio-grandi della Casa tedesca, ma anche l'inizio di un nuovo corso produttivo in cui le moderne tecnologie di progettazione assistite dal computer cominciavano già all'epoca a farla da padrone e a risultare indispensabili per una produzione di qualità.
L’inizio di una nuova era
Con la prima generazione di Opel Omega la Casa di Rüsselsheim non abbandonava solo la Rekord che le lasciava il posto in gamma, ma anche le linee americaneggianti che fino ad allora avevano accompagnato i modelli di classe superiore della casa tedesca e faceva un importante passo verso il rinnovamento della sua immagine che assumeva una connotazione molto più dinamica.
La linea morbida e arrotondata della Opel Omega prima serie era un chiaro sintomo di questa inversione di tendenza. Il frontale spiovente, le fiancate lisce, i finestrini avvolgenti creavano una forma molto slanciata che si traduceva in un ottimo coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx) compreso fra 0,28 e 0,30 a seconda delle versioni e degli allestimenti. Tutto questo, unitamente alla particolare cura dedicata alla tecnica motoristica, all’economia, al rispetto dell'ambiente ed alla sicurezza, valse alla casa tedesca il secondo premio Auto dell’Anno nel giro di tre anni.
Per sviluppare il nuovo modello Opel aveva investito 2 miliardi di marchi e contemporaneamente costruito una nuova linea a Rüsselsheim che risultò essere una delle più moderne del mondo. Non a caso, presentando la Opel Omega l’allora presidente del consiglio di amministrazione Horst W. Herke la definì “un passo coerente nel futuro” spiegando che «con questa nuova serie di modelli Opel metteva accenti importanti in fatto di tecnica motoristica, aerodinamica, economia, rispetto dell'ambiente e sicurezza».
Sospensioni all’avanguardia
La nuova automobile, per la quale erano stati presi in considerazione anche i nomi di Antara e di Modena, disponeva in effetti di un avantreno notevolmente avanzato, di un nuovo assale posteriore e di un nuovo motore. Il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung scriveva: “Opel Omega può entrare a far parte delle vetture con le migliori sospensioni. Anche su strade dissestate esegue con precisione gli ordini del guidatore e nelle frenate rimane straordinariamente stabile. La manovrabilità è sensibilmente migliorata rispetto alla Rekord. Il piacere della guida è aumentato. Con il sistema ABS anti-bloccaggio dei freni (di serie nelle versioni CD e 3000) il successore della Opel Rekord presenta progressi che danno non poche preoccupazioni alla concorrenza”.
Disponibile esclusivamente con carrozzeria berlina 4 porte tre volumi e station wagon, la prima generazione di Opel Omega, prodotta dal 1986 al 1994, poteva contare su un’ampia varietà di motorizzazioni: economici 4 cilindri a benzina di 1.800 e 2.000 cc e 2.300 Diesel e turbodiesel, ma anche poderosi 6 cilindri 3.000 a 12 e 24 valvole da 177 CV e 204 CV. Senza dimenticare la spettacolare versione realizzata nel 1989 in collaborazione con la Lotus.
Qualità e sicurezza innanzitutto
La qualità era garantita non solo dalla modernità della nuova linea, ma anche dalla prevenzione contro la corrosione che bloccava la ruggine sul nascere per mezzo di zincatura, verniciatura speciale, iniezione di cera nel sottoscocca, parafanghi rivestiti in plastica.
Anche i temi della sicurezza e del comfort furono trattati con cura. Insomma Opel aveva lavorato per rispondere alle esigenze dei nuovi tempi. Questo fatto fu capito dai giornalisti specializzati i quali scrivevano che: “tutti sanno che Opel si stacca volentieri dai vecchi pregiudizi, specialmente se questi non hanno più ragione di esistere. Opel Omega sostiene sicuramente questo sforzo, ma lo fa in modo pratico e concreto. L'immagine troppo dinamica e futuribile che vorrebbero darle gli esperti di marketing potrebbe spaventare molti dei clienti della Rekord e questo la Omega non se lo merita”.
La prima serie di Opel Omega uscì di produzione nel 1994 per lasciare posto alla seconda serie che sarebbe stata costruita fino al 2003.
