Elon Musk ha dichiarato che SpaceX, insieme a Tesla, punta a raggiungere una produzione di 200 gigawatt di energia solare all’anno. Lo ha detto ieri sera, 29 settembre, dal palco dell’Andrew W. Mellon Auditorium a Washington, accanto al ceo di Nvidia Jensen Huang.
«SpaceX sta puntando, insieme a Tesla, a fare 200 gigawatt di produzione solare all’anno», ha detto Musk. Se quei pannelli venissero portati nello spazio, ha aggiunto, si otterrebbe la potenza nominale o anche di più. A terra, invece, «si ottiene da un quinto a un ottavo della generazione solare e servono batterie enormi». In orbita, ha spiegato, «è essenzialmente sempre soleggiato».
Il piano si inserisce nella corsa all’energia per l’intelligenza artificiale. Musk ha ripetuto che l’elettricità, non i chip, è il vero collo di bottiglia: ogni 5 gigawatt di nuova potenza, secondo la sua stima, aggiungerebbero circa l’1% al Pil americano. SpaceX, ha ricordato, aveva 1,4 gigawatt di capacità per data center a fine giugno e potrebbe avvicinarsi a 10 gigawatt entro la fine del 2027.
L’obiettivo da 200 GW non è nuovo nel suo complesso. Già a gennaio, al World Economic Forum di Davos, Musk aveva detto che i team di Tesla e SpaceX stavano lavorando, separatamente, a 100 gigawatt all’anno di capacità produttiva fotovoltaica negli Stati Uniti, in circa tre anni. Ieri ha formulato lo stesso ordine di grandezza come sforzo congiunto, con un’enfasi più forte sull’uso nello spazio.
Il contesto è il primo volo orbitale di Starship, avvenuto lunedì 28 settembre, con il rilascio di 26 satelliti Starlink V3. Un motore dello stadio superiore ha avuto un problema e la missione è stata interrotta dopo tre ore invece delle dieci previste. Musk ha comunque detto di aspettarsi, l’anno prossimo, un ritmo di lanci settimanale o bisettimanale.
A terra, Tesla ha già messo sul tavolo un progetto industriale concreto: una richiesta di incentivi fiscali in Texas per una fabbrica solare da 10,1 miliardi di dollari nel Fort Bend County, a sud-ovest di Houston, con avvio commerciale previsto nel primo trimestre 2029 e oltre 9.700 addetti.
Il confronto con l’industria esistente rende l’ambizione evidente. La capacità americana di produzione di moduli solari era intorno ai 45-60 GW tra fine 2025 e il 2026, secondo stime di settore. Duecento gigawatt all’anno, da due sole aziende, supererebbero di slancio l’intera base produttiva nazionale attuale. La Cina, per confronto, aveva già oltre 1.150 GW di capacità di moduli a fine 2024.
