Il libro "Bolla e le gare sugli stradoni"

Motori rabbiosi, gomme fumanti e brividi davanti agli amici: le gare clandestine si corrono dappertutto. Ma a Bologna, tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta erano diventate un vero e proprio fenomeno di costume, un appuntamento settimanale che richiamava il popolo della notte sulle rive attorno alla rotonda dell'uscita Mazzini della tangenziale, o sugli stradoni del Vecchio Macello e del quartiere Pilastro. Una sorta di rave a base di benzina e turbocompressori, con i suoi eroi, i suoi personaggi e le sue storie a volte buffe ed altre drammatiche, che richiamava centinaia di giovani e spesso anche la Polizia: le Volanti arrivavano in gruppo per interrompere il pericoloso gioco scatenando il fuggi fuggi generale. E la settimana dopo si era daccapo.

Di queste sfide in auto e in moto "Bolla" – al secolo Piero Bolognesi – era il re. "Bolla e le gare sugli stradoni", edito da Pendragon, raccoglie aneddoti, avventure e tutta l'atmosfera di quei tempi, attraverso i racconti dello stesso "Bolla" e di Dario Ballardini, autore del libro.

"Storie di motori nella Bologna degli anni Novanta, tra brividi, discoteche, palestre e compagnie" specifica il sottotitolo: aneddoti divertenti e storie buffe, personaggi noti e meno noti, piloti veri e piloti della domenica, ma anche discoteche, arte metropolitana, osterie, palestre e compagnie raccolte attorno ai tavolini di un bar. Uno spaccato della Bologna di quegli anni nel quale compare anche un giovane Claudio Domenicali, oggi amministratore delegato della Ducati. Il quale però alle gare clandestine non ha mai partecipato personalmente.

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