Torna la Laverda Corse con le mitiche Arancioni il 3 e 4 marzo a Padova a Passione Moto


A Passione Moto, la grande esposizione tematica che si terrà il 3 e 4 marzo a Padovafiere, ci sarà la “Laverda Corse”.
Il Gruppo sportivo che può contare sulla esperienza e collaborazione dei tecnici , piloti e meccanici della squadra corse delle Moto Laverda SpA ( Ing. Piero Laverda , Augusto Brettoni , Edoardo Dossena , Fernando Cappellotto ... ecc ) ha l’obiettivo di promuovere e divulgare la conoscenza delle moto Laverda classiche, partecipare alle manifestazioni sportive nazionali ed estere, conservare e restaurare le moto Laverda classiche da corsa e stradali e per promuovere i rapporti di conoscenza e i contatti tra gli appassionati e proprietari delle moto Laverda. Quale occasione  migliore di Passione Moto, quindi, per presentarsi agli appassionati?

Certo il cuore color arancione dei Laverdisti batterà forte rivedendo, perfette, le moto da corsa più importanti degli anni 70 e 80 della collezione Famiglia Laverda. Tra esse la Laverda 1000 V6  - prototipo corsa , pietra miliare nello sviluppo delle moto sportive italiane, la Laverda 1000 -3C Endurance "Space Frame" 1975 ex Roberto Gallina, Marco Lucchinelli, Nico Cereghini e Augusto Bretoni, la Laverda 750 SFC - la più conosciuta Sport Production Italiana degli anni 70, la Laverda 500 Endurance tipo Barcellona - vincitrice con la coppia A. Brettoni- P. Davies della 24h di Barcellona nel 1978 e 1979 classe 500 .cc
L'idea di costruire motocicli venne a Francesco Laverda, dottore in fisica e direttore tecnico della già importante azienda di famiglia impegnata nel settore delle macchine agricole. Gli anni erano quelli dell’immediato secondo dopoguerra, anni di veloce motorizzazione popolare, quindi. La prima è una motoleggera con telaio in lamiera stampata e motore a 4 tempi che rispondeva pienamente alle qualità di economia costruttiva e di gestione. Nell’ottobre 1949 nasce ufficialmente la "S.A.S Dottor Francesco Laverda & Fratelli” che pochi mesi dopo presenta. La Laverda 75. La produzione si è limitata a motocicli di piccola cilindrata e scooter fino a circa metà degli anni sessanta. Nel 1964 Massimo Laverda, figlio del fondatore, decide di sviluppare moto di grossa cilindrata e presenta due anni dopo la Laverda 650 cc, cui seguirà l'anno successivo la 750 cc che otterrà un notevole successo commerciale.
È del 1970 la Laverda SF 750 che verrà prodotta fino al 1975 insieme alla versione Competizione denominata 750 SFC, plurivittoriosa nelle gare riservate alle moto di serie e nelle gare di durata. All'inizio degli anni 70 nasce anche una serie di maximoto di cilindrata 1000 cc o 1200 cc che giungerà fino alla fine degli anni ottanta. Da segnalare le serie Jota (soprattutto nelle raffinate versioni bicolore) e 3CL a tre cilindri.
Indimenticabile la Laverda 6 cilindri: due soli esemplari prodotti, ma che in gara ha dimostrato prestazioni eccezionali. Motore a V longitudinale, 6 cilindri, progetto modulare (per ricavarne V2 e V4) realizzato da Giulio Alfieri, e portato in gara sperimentalmente da Nico Cereghini.
Il modello RGS1000 (1981) mostrava un'estetica avveniristica per il periodo, con soluzioni originali come le pedane regolabili (dispositivi brevettato), ed il tappo del serbatoio nel cupolone). In seguito sono state derivate le versioni RGA e Jota. Il motore (qui in versione con fasatura a 120 gradi) non poteva reggere la concorrenza in termini prestazionali.
Le versioni sportive delle moto Laverda sono state sempre contraddistinte dal colore arancio, divenuto nel tempo un marchio di fabbrica.
Le cilindrate inferiori di 350cc e 500cc non vengono comunque abbandonate ed affiancano i modelli di più elevata cilindrata. Vengono addirittura prodotte due ruote di piccole cilindrate che ottengono un lusinghiero successo di vendite come la serie delle Laverda LZ.
Poi il declino e il marchio che nel 200 passa all’Aprilia le cui difficoltà non consentono alcun rilancio della Laverda.Dal 2006 è stata sospesa ogni attività di progettazione e produzione.
Sognando il ritorno delle Arancioni, agli appassionati non resta che ammirare le testimonianze di questo grande mito italiano, esposte a Passione Moto.

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