SPECIALE VERONA LEGEND CARS


100 MITI. Ecco le auto che hanno fatto la storia. 100 modelli rappresentativi di un’icona che dalla sua nascita ad oggi ha rivoluzionato il nostro stile di vita. Simbolo chiave della nostra società, nel tempo ha cambiato la sua funzione, segnando profondamento la storia sociale, economica, tecnica, sportiva, culturale dell’uomo. Una storia fatta di persone, visioni, idee, esperienze, avanguardia. 

Una mostra che è quasi una sfida. Individuare le 100 auto che, a livello mondiale e tra migliaia di modelli progettati in oltre cento anni di produzione automobilistica, hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo tecnico, stilistico, sportivo, sociale e culturale del mezzo di trasporto più diffuso, utilizzato e amato. Come racconta Luca Gastaldi, giornalista e storico dei motori, curatore della mostra insieme a Intermeeting Srl, ente organizzatore di Verona Legend Cars: “È stata una bella sfida, quella di selezionare i cento modelli più rappresentativi nella lunga storia dell'automobile. Considerando l'intera produzione mondiale dalle origini ad oggi, cento modelli non sono affatto molti come potrebbe sembrare. Ho cercato di tenere a freno il naturale campanilismo nei confronti della ricca e valida produzione italiana, alla quale comunque spetta un posto di primissimo piano. L'Italia, insieme a Germania, Francia e Inghilterra, è stata la culla dell'automobile, sin dagli albori; poi sono arrivati Stati Uniti e Giappone. Per stilare questa lista ho tenuto a mente alcuni parametri fondamentali: in primo luogo le innovazioni tecnologiche e industriali, poi gli aspetti legati al design, infine i risvolti sociali, culturali ed economici che determinati modelli hanno innescato. L'automobile infatti - oggi ingiustamente demonizzata - è stata l'indiscussa protagonista dell'ultimo secolo di storia dell'umanità, proprio perché ha profondamente - e positivamente - condizionato la società, quasi alla stessa stregua della musica e dell'arte".

Questo l’intento della mostra-evento che inaugurerà a Verona sabato 11 maggio nel padiglione 9 di Verona Fiere su una superficie di 2000 mq. La mostra tematica è realizzata grazie allo speciale contributo di partner internazionali: collezionisti italiani e stranieri, club di marca e le più importanti istituzioni museali. 100 auto, di provenienza internazionale - 31 Italia, 21 USA, 18 Germania, 16 Inghilterra, 10 Francia, 2 Giappone, 1 Ex DDR, 1 Svezia – e rappresentative delle più importanti case automobilistiche, tra cui Lancia con 6 modelli, Alfa Romeo, Mercedes-Benz, Bugatti, Ferrari e Ford con 5, Fiat, Peugeot, BMW, Lamborghini e Citroen con 3.  Un patrimonio straordinario, dunque, un’occasione per tutti gli appassionati, un’immersione nella storia attraverso un percorso coinvolgente che parte dal Triciclo Benz realizzato in Germania nel 1886 (di fatto riconosciuta come la prima automobile della storia spinta da motore a scoppio) per arrivare alle supercar elettriche di ultima generazione. In mostra dunque alcune auto imperdibili, un tuffo nella storia per tutti gli appassionati.

Vale la pena citare, andando in ordine temporale: la Austin Seven del 1922 (auto popolare secondo l’industria britannica, servì a motorizzare l’Inghilterra e non solo, perché venne costruita su licenza in molti altri Paesi), la Lancia Lambda del 1929 (prima vettura di serie ad adottare la carrozzeria portante), la Citroen Traction Avant del 1934 (prima vettura di grande serie dotata di trazione anteriore), la Cord 810 del 1935 (una rivoluzione tecnologica e stilistica: trazione anteriore, prestazioni e tenuta di strada all’epoca ineguagliate), la Volkswagen Maggiolino del 1938 (l’auto del popolo prodotta per oltre cinquant’anni ed esportata in tutto il mondo: simbolo di razionalità, design e funzionalità), la Iso Isetta del 1953 (microcar ante litteram dalle soluzioni geniali, come la porta anteriore frontale e le ruote posteriori gemellate poste al centro del pianale rastremate e spinte da un motore motociclistico), la Chevrolet Corvette del 1953 (il sogno americano dell’auto sportiva, la genesi delle “muscle car” che hanno avuto il massimo sviluppo negli anni Settanta), la Lotus Seven del 1957 (l’essenza dell’auto sportiva: un telaio rivestito da una carrozzeria davvero minimale per il massimo divertimento di guida), la Aston Martin DB5 del 1963 (famosa protagonista del cinema nella saga di James Bond, ma superlativa interprete di un’epoca automobilistica), l’Alfa Romeo Spider “osso di seppia” del 1966 (bassa, tonda, compatta. Una linea senza tempo che ha raccolto consensi anche negli USA, grazie anche al ruolo da protagonista nella pellicola “Il laureato”), la NSU Ro80 del 1969 (eletta Auto dell’Anno nel 1968, era caratterizzata da una linea molto moderna, soprattutto utilizzava il particolare motore rotativo Wankel).

Negli anni ’70 troviamo invece la Lamborghini Countach del 1972 (estrema, futuristica, potente: un nuovo concetto di supercar che irrompe come un UFO negli anni Settanta), la Volkswagen Golf del 1974 (la vettura media che ha cambiato il corso della Volkswagen, sia a livello stilistico che tecnico), la Mercedes-Benz W123 del 1976 (berlina, coupé, station wagon, limousine e preparata per le competizioni: un modello globale esportato in tutto il mondo, apogeo dell’affidabilità Mercedes-Benz). Negli anni ’80 abbiamo la Renault Espace del 1984 (una scommessa vinta dal costruttore francese in un periodo di grande crisi: un nuovo modo di intendere l’automobile che ha aperto una strada fino ad allora inesplorata) e la Ferrari F40 del 1987 (un modello per celebrare i quarant’anni della Ferrari che unisce i due mondi del Cavallino Rampante: le auto da competizione e le Gran Turismo). Gli anni ’90 iniziano con la Bugatti EB110 del 1991 (una supercar all’avanguardia tecnologica, modello che ha rappresentato la rinascita del marchio per mano dell’imprenditore italiano Romano Artioli) e la Fiat Multipla del 1998 (modello che ha rotto gli schemi classici del car-design, andando oltre i concetti di bellezza e bruttezza: una scommessa vinta dalla funzionalità e dalla originalità). E arriviamo nel XXI secolo, con il 2008 che vede protagoniste la Tesla Roadster (la Casa americana è infatti la prima a poggiare la sua produzione automobilistica sulla tecnologia elettrica ad alto range di autonomia) e la ABARTH 500 (che segna la rinascita del glorioso marchio Abarth e la scoperta di un nuovo mercato di nicchia: quello delle auto personalizzato e delle serie speciali limitate). 

100 auto, un secolo di storia, innovazione, passione. In un suggestivo percorso temporale accompagnato da immagini e testi narrativi. Un tuffo nel passato per capire il futuro. 

La mostra 100 MITI è resa possibile dalla collaborazione tra l’organizzatore di Verona Legend Cars, Intermeeting, e il curatore, giornalista e storico dei motori Luca Gastaldi. La mostra ha raccolto attorno a sé le migliori energie del mondo Classic. Tra i partner: ACI Storico, Editoriale Domus con Ruoteclassiche, il MAUTO - Museo dell’Auto di Torino, il Museo Nicolis di Verona, l’Agenzia Relazioni Digitali by Mailander, diversi club storici e importanti collezionisti italiani e internazionali.
Si ringraziano in particolare per aver contribuito alla realizzazione della mostra: Alfasud Club Italia, Amanti del Maggiolino Verona, Circolo Veneto Automoto d’Epoca G.Marzotto, Club Officina Ferrarese, Collezione Righini, Collezione Viscardi, Historic Cars Club Verona, Lamborghini Club Italia, Land Rover Registro Storico Italiano Matra Italia, Miki Biasion, Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar, NSU Club Italia, Registro Fiat Italiano, Registro Italiano Auto Storiche Citroën, Registro Italiano Giulia, Registro Italiano Volkswagen, Registro Storico Range Rover Italia Scuderia Jaguar Storiche



A VERONA LEGEND CARS LE AUTO CHE HANNO FATTO LA STORIA DAL 1886 AD OGGI
A Verona i collezionisti di tutta Italia condividono la loro passione con i visitatori grazie alla partecipazione dei club Storici e Registri nei padiglioni e nelle aree esterne del salone. Apre la presenza negli stand l’Alfaspecial Historic Club Italia con una selezione di Alfetta Serie GTV, che iniziò ad essere prodotta 45 anni fa per sostituire la Giulia GT. Bmw Drivers Club Italia partecipa con una selezione di modelli destinati a far risaltare il piacere della guida nelle vetture del marchio bavarese. Il Fiat 128 Club Italia festeggia i 50 anni di un modello innovativo, versatile e molto amato dagli italiani che rimarrà in produzione per quasi 20 anni a partire dal marzo 1969. Anniversario celebrato, seguendo il filone della sportività, anche dal Registro Fiat Italiano con una Fiat 128 Rally che si affiancherà ad una Balilla Coppa d’Oro con diverse partecipazionI alla Mille Miglia al suo attivo. L’Historic Cars Club Verona dedica lo stand alle gran turismo italiane Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Maserati. Tutto per la 131 Abarth Rally, invece, lo stand del Veteran Car Club Legnago, che esporrà l’esemplare vincitore del campionato nazionale nel 1979 nel Gruppo 4. 

Tra i raduni ospitati all’interno del quartiere fi eristico tra l’11 e il 12 maggio spiccano le Gtv 916 e Spider 916, disegnate dall’Ingegner Enrico Fumia per il centro stile Pininfarina e portate a Verona dal Club AlfaRomeo916. Il Bmw E31 Club Italia raccoglierà diversi esemplari di un’auto del 1989 passata alla storia come la più avveniristica della sua epoca: il concentrato di tecnologia e sportività racchiuso nella Serie 8 Bmw. Sempre ad una Bmw - questa volta l’originale, incontenibile e generosa Z3 - è dedicato l’appuntamento del Club Z3mendi. Altro raduno è quello dedicato ai 50 anni di un’auto molto particolare che catapultò il sapore selvaggio degli Stati Uniti sulle strade d’Italia: la Ford Capri MK1 del Taunus Devil Drivers, l’unico club Italiano dedicato a sole Ford europee degli anni 60/70/80. Numerose le Fiat Ritmo portate dal Registro nazionale alle quali si affiancherà una rara Seat Ronda: l’auto su pianale Ritmo che Seat produsse contro il parere di Fiat, portando alla rottura dell’alleanza tra le due case automobilistiche.

Sabato 11 la rivista Youngtimer ha organizzato un raduno dedicato al nuovo orizzonte dell’Heritage: i modelli immatricolati a partire dal gennaio 1980. Presente nella grande area esterna immediatamente davanti ai padiglioni del salone anche il Lancia Thema Club, il Club Mercedes Stelle Cadenti e il VW Corrado Club Italia che raccoglierà tutte le motorizzazioni europee della rara coupè: un modello fondamentale nel futuro sviluppo delle sportive Volkswagen. BMW Storiche Veneto parteciperà con un raduno della serie 5 mentre l’eXtreMe – Citroën XM Club Italia raccoglierà gli appassionati della sofisticata Citroën XM, Auto dell’Anno 1990.

 Infine Matra Italia - la sezione Matra della “Scuderia San Martino” - celebrerà il 23esimo anno di attività con un raduno dedicato alle piccole vetture francesi dal cuore sportivo, linee personali e dall’anima votata alle corse. E questi sono solo alcuni dei Club e Registri che, con la passione dei loro iscritti e la bellezza delle auto esposte, animano il salone di Verona off rendo ai visitatori le auto più belle delle loro collezioni.



MERCATO: DAI GRANDI CLASSICI ALLE FUTURE REGINE DELL’HERITAGE 
 Più di mille auto in vendita, dalle storiche senza tempo ai modelli che hanno popolato l’immaginario degli anni ’80: le Youngtimer che rappresentano la nuova generazione dell’Heritage. 

A Verona Legend Cars il mercato dell’auto è una grande panoramica sulla storia antica e recente dell’automobile. Più di mille auto storiche sono in vendita tra i padiglioni, off erte da importanti dealer del settore quali Ruote da Sogno, Silvauto, OM Automobile di Monaco di Baviera e molti altri commercianti e restauratori specializzati. Al salone si possono trovare auto per ogni gusto e d’ogni epoca. Ci sono le Classiche per eccellenza: Alfa Romeo Giulia e Giulietta Spider, Porsche 356 e 911, Mercedes 190 SL, Lancia Appia, Aurelia e le successive Fulvia, Jaguar XK120 ed E-Type.

L’edizione 2019 off re, però, anche un’interessante panoramica sulle Youngtimer: le auto più recenti che diventeranno presto d’epoca e che, nei casi dei modelli più particolari, rappresentano un’ottima scelta per i collezionisti. Saranno loro la nuova generazione delle Classiche più ricercate. La scelta sarà molto varia: dai Mercedes Sec - vera icona degli anni ’80, frutto della matita di Bruno Sacco - passando per le Porsche 928 e 944 fi no alle Ferrari 308, 328 e 348, Maserati Biturbo e Lamborghini Countach. 

Grande spazio anche ai modelli che hanno anticipato l’odierno settore delle sportive da strada con la diffusione delle versioni turbo nei listini e i modelli “domestici” delle auto da Rally, nonché la maggiore notorietà data alla trazione integrale, che veniva interpretata e sviluppata secondo la filosofia dei vari costruttori. 

Gli anni ’80 sono, infatti, l’epoca d’oro dei preparatori e delle versioni speciali: un periodo di sperimentazioni che ha progressivamente ampliato sia il numero dei modelli sportivi sia il bacino di appassionati, segnando l’evoluzione del settore automobilistico che conosciamo oggi.


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