Volvo celebra 90 anni di vita portando a Padova le sue auto più belle e mettendo in passerella la seconda generazione della best seller XC60


La prima automobile Volvo uscì dalla linea di produzione dello stabilimento di Goteborg, in Svezia, il 14 aprile 1927. E proprio il 14 aprile scorso è stato prodotto il primo esemplare della seconda generazione di Volvo XC60, il modello best-seller di Volvo negli ultimi anni che riveste un’importanza fondamentale nelle future strategie di Volvo.

Proprio a testimoniare il ponte continuo fra passato e presente e per celebrare adeguatamente i 90 anni del marchio, Volvo Car Italia ha dunque deciso di esporre all’edizione 2017 del Salone Auto&Moto d’Epoca di Padova la nuova SUV XC60, seconda generazione di una delle vetture di maggior successo della storia di Volvo, appena lanciata sul mercato.

E non è un caso che insieme alla moderna e tecnologica SUV di Volvo siano in passerella una Duett e una P1800 S. Infatti, non si tratta solo di due delle auto più belle e apprezzate mai prodotte da Volvo; con la loro versatilità, il loro stile inconfondibile e le loro soluzioni di design hanno di fatto contribuito in maniera determinante a costruire quel patrimonio di stile funzionale del quale le attuali SUV di Volvo sono le eredi.

“Quest’anno Volvo festeggia un traguardo importante e la ricorrenza cade in un periodo particolarmente fortunato della storia dell’azienda”, spiega Michele Crisci, Presidente Volvo Car Italia. “Ma se oggi siamo arrivati a essere un punto di riferimento dell’industria dell’auto è solo perché siamo sempre stati, coerenti al DNA del nostro marchio e fedeli alla missione che i fondatori della Casa avevano indicato. Questa coerenza, che possiamo vedere espressa dalle bellissime vetture che esponiamo a Padova, garantisce ai prodotti attuali quella autenticità che si traduce in garanzia per i clienti. Per questo siamo convinti che le nuove e importantissime SUV che stiamo lanciando sul mercato siano in grado di ribadire il successo delle auto che le hanno precedute e di continuare il percorso virtuoso iniziato da Volvo quasi un secolo fa”.

90 anni di Volvo in scena a Padova

I modelli Volvo esposti a Padova hanno tutti segnato un’epoca e la prospettiva storica che si genera permette di sottolineare la fedeltà al proprio DNA originale e ai propri valori di marca che ha sempre contraddistinto Volvo nella sua azione attraverso i decenni.

Così, elementi come sicurezza, design funzionale, praticità, comfort e innovazione tecnologica si trovano declinate negli stili e nelle soluzioni che le diverse epoche hanno reso possibili e suggerito. Dalla prima auto che ha montato la cintura di sicurezza a tre punti di ancoraggio alla prima dotata di convertitore catalitico, fino ad arrivare a moderni sistemi come il City Safety o il Pilot Assist, le vetture testimoniano dell’incessante impegno di Volvo nella ricerca di soluzioni innovative.

Qui di seguito, un breve profilo delle “stelle d’epoca” in passerella sullo stand Volvo:

-       PV444: la “piccola Volvo” del dopoguerra
La Volvo PV444 è stata il simbolo della nuova Volvo dopo la Seconda Guerra Mondiale, contrassegnando l’inizio di una nuova epoca oltre che dell’impulso alle esportazioni verso gli Stati Uniti. Lanciata nel 1944 in occasione di un’esposizione presso la Royal Tennis Hall di Stoccolma, la PV444 fu la prima Volvo di piccole dimensioni e con carrozzeria monoscocca. Il motore a quattro cilindri di 1,4 litri era di concezione totalmente nuova ed era la prima unità con valvole in testa sviluppata da Volvo per una autovettura. Grazie alla PV444 Volvo conquistò il suo mercato d’esportazione storicamente più importante: gli Stati Uniti: era il 15 agosto 1955 quando il primo lotto di PV444 arrivò a Los Angeles; l’anno successivo Volvo era già riuscita a conquistare il secondo posto fra i principali marchi d’importazione in California. La “piccola Volvo” riuscì a far centro: furono infatti quasi 200.000 le PV444 prodotte fino al 1958.

-       Duett: nasce la station wagon Volvo
Il nome Duett intendeva trasmettere l’idea di riunire “due automobili in una”. In effetti, la Duett fu la prima automobile concepita per soddisfare al contempo le esigenze del tempo libero e quelle lavorative. Un furgoncino, ma di fatto la prima station wagon di Volvo. Lanciata nel 1953, la Duett è presto diventata una delle automobili più amate di sempre. È stato uno dei primi modelli Volvo a essere esportati negli Stati Uniti e il suo ruolo di icona di stile è stato immortalato nel 1997, quando la Svezia le ha dedicato un francobollo.

-       PV544 Rally Safari Replica: oltre alla sicurezza, le prestazioni
Un ruolo importante nei 90 anni di Volvo lo ricoprono quelle vetture che hanno partecipato a competizioni o che parlano di alte prestazioni. Nella storia della Casa, infatti, l’impegno nell’automobilismo sportivo ha scritto pagine indimenticabili. Ecco allora in evidenza a Padova una replica della gloriosa PV544 che nel ’65 vinse con i fratelli indiani Joginder e Jaswant Singh il Rally Safari – la massacrante prova del Mondiale Rally che si svolgeva sulle impossibili piste del Kenya.

Interessante notare come il modello PV 544 (versione aggiornata della PV 444) sia stata anche la prima auto di serie a montare le cinture di sicurezza a tre punti di ancoraggio (inventate dall’ingegnere di Volvo Nils Bohlin nel 1959).

-       P1800: stile senza tempo
Progettata in Svezia, disegnata in Italia da un disegnatore Svedese (Pelle Petterson), presentata al Salone di Bruxelles, costruita in Gran Bretagna, consacrata al successo negli Stati Uniti e resa celebre dalla serie televisiva Il Santo, protagonista Roger Moore nei panni dell’affascinante Simon Templar: questa in sintesi la P1800, autentica icona dello stile Volvo. Al di là delle cifre di vendita ottenute in 12 anni di produzione, la 1800 ha svolto un ruolo importante nell’affermazione di Volvo costruttore di vetture di prestigio. E la sua influenza continua ancora oggi come fonte d’ispirazione del nuovo e raffinato linguaggio di Design di Volvo, ispirato anche alla tradizione.

Sotto la diversa carrozzeria lavorava un 4 cilindri di 1.986 cc in grado di erogare 124-135 CV. Era dotata di cambio manuale a 4 rapporti con overdrive elettrico (e leva sul pavimento) o in alternativa di cambio automatico a 3 rapporti (con leva al piantone dello sterzo). Fra le soluzioni tecniche più innovative introdotte su questa vettura si ricordano i freni a disco sulle quattro ruote e l'iniezione elettronica.

Dalla P1800 fu derivata la variante la ES, conosciuta come shooting brake: una SW sportiva sufficientemente spaziosa da consentire di caricare attrezzatura da caccia o mazze da golf nel bagagliaio. Ne vennero costruiti solo poco più di 8.000 esemplari ma la 1800 ES è diventata uno dei modelli classici più influenti di Volvo.

Heritage come autenticità

La partecipazione al Salone Auto&Moto d’Epoca sottolinea ancora una volta l’importanza del concetto di Heritage per Volvo. Heritage significa il valore della tradizione che da autenticità al presente. Le nuove Volvo sono tali perché non tradiscono il DNA delle precedenti auto che hanno fatto la storia del marchio interpretandoli in chiave moderna.

In effetti, proprio a un forte concetto di Heritage si ispira il rinnovamento dell’attività legata alla storia che da due anni Volvo Car Italia ha definito in coordinamento con il dipartimento Heritage di Volvo Car Group.

Storia e modernità: Volvo e l’elettrificazione

Proprio in chiave heritage proiettata verso la modernità è assai significativa l’esposizione a Padova di una XC60 T8 e una V90 T8 ibride a ricarica nell’ambito della speciale rassegna dedicata alle tecnologie del futuro che si tiene all’interno del Salone. Una presenza che vuole sottolineare l’impegno preso pubblicamente da Volvo a favore dell’elettrificazione con gli annunci fatti nel corso dell’anno: a partire del 2019 ogni nuova Volvo che verrà lanciata sarà elettrificata, con l’obiettivo di avere per il 2025 un milione di auto Volvo elettrificate in circolazione sulle strade di tutto il mondo.


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