Che successo il concorso il mini-concorso di eleganza a Cortina


Metti oltre 50 bimbi in una location da favola su auto d’altri tempi: ecco gli ingredienti magici che hanno decretato il successo della prima edizione del miniConcorso di Eleganza del Cortina Car Club, evento reso quest’anno ancora più speciale dalla speciale gymcanina a bordo di meravigliosi modelli forniti dalla Scuderia Campari. E’ un’immagine festosa quella di questo evento di fine estate a Cortina d’Ampezzo che ha visto sfilare tanti piccoli campioni sulla terrazza vista Tofane del Cristallo Hotel Spa & Golf, unico 5 stelle Lusso delle Dolomiti e sede della Club House del Cortina Car Club.
Grande successo grazie alla qualità dei modelli mostra, veramente speciali, gentilmente messi a disposizione dai soci del Cortina Car Club e dal collezionista Romano Gaiani di Minerbio. “Opere di autentica eccellenza artigiana – ha sottolineato il Presidente del Cortina Car Club GianMarco Gamberini. Così come per le auto d’epoca “vere”, anche questi modelli in scala rappresentano la qualità dei nostri prodotti e la loro bellezza; è bello vedere come la genialità delle macchine prima si riscontrasse anche nei giocattoli”.

Da stropicciarsi gli occhi le proposte di Romano Gaiani, che ha mandato a Cortina alcuni modelli in metallo scovati tra i mercatini dell’usato e soprattutto la propria collezione di auto a pedali in legno, rigorosamente auto-costruite, così come alcuni modellini in scala minore, sempre di legno, che rappresentano l’heritage dell’automobilismo da corsa tra gli anni ’50 e ’60: “Ho iniziato per gioco – spiega Gaiani – una domenica di quelle uggiose e in cui non si sa come passare il tempo. Ho lavorato come falegname dall’età di 7 anni, e un po’ per la passione per le auto, un po’ per la voglia di sperimentare, mi sono buttato in questa avventura. Difficile ma entusiasmante. Queste macchinine hanno un grande valore emotivo, storico e mi riportano ai tempi in cui ero bambino, quando l’unico ragazzino del paese che ne possedeva una non la faceva provare a nessuno. Per me è stata una specie di…rivincita”.

Per un modello completamente in legno servono circa sei mesi di duro lavoro in “bottega”, massima attenzione ai dettagli, alle proporzioni, tra giornate trascorse al tornio per sagomare le ruote oppure a piegare listelli di metallo, sbirciando tra le foto d’epoca, i cataloghi e le ispirazioni della memoria: “Le auto storiche mi hanno sempre affascinato – continua Gaiani – e la voglia di costruire modelli è arrivata improvvisa e, considerata la mia professione, direi in modo naturale. La scintilla è scattata a Imola, percorrendo la mostra scambio di auto e moto d’epoca: vidi un modello a pedali in lamiera e decisi di comprarla; da bambino non ne avevo possedute, così, quasi d’istinto, è tornata quella voglia che non avevo mai soddisfatto. Quel giorno, oltre a entrare ufficialmente in questo mondo di collezionisti, decisi di costruirne un modello in legno partendo da zero”.

Gaiani possiede più di 70 modelli a pedali in metallo, tutti acquistati e recuperati in giro per l’Italia, spesso è protagonista di esposizioni, tra cui quella al Museo del patrimonio Industriale di Bologna dedicata all’azienda bolognese Giordani, e ha contribuito a un libro sulla storia di questa passione (Auto per gioco di Alberto Lavit e Gigi Soldano, edito da Nada Editore). Ma il fiore all’occhiello, ovviamente, è il suo parco automobiline in legno costruito da zero, gioielli che diventano parte della famiglia e della propria storia: “In tutta la mia vita ne ho regalati solo due, spesso mi chiedono di venderli ma proprio non ci riesco: fanno parte di me, non riuscirei a distaccarmi da nessuno di loro”.
A Cortina ha portato uno dei modelli in metallo più rari in circolazione: una Supersqualo del 1954/55 di cui resta ancora ignoto, nonostante le lunghe ricerche, il produttore; il modello “Auto Sprint” dell’azienda bolognese Giordani con il cofano apribile; il modello Alfa Sprint A di Rosca; una Jeep militare della seconda guerra mondiale prodotto alla fine degli anni ’50 da Tri-Ang; una Buick americana di C&R; il modello Indianapolis della Giordani che riproduce la Ferrari 553 di Formula Uno.
Quattro i favolosi modelli in legno, che rappresentano soggetti originali e di grande fascino storico: l’Alfa Romeo 159 del 1951, la Lancia/Ferrari D50 del 1955, l’Alfa Romeo P2 dei primi anni ’20, la Fiat Balilla dei primi anni ’30 (che si è aggiudicata il 2 premio).
A completare l’eccezionale colpo d’occhio i modellini di legno in scala più piccola che riproducono otto esemplari (4 Maserati, una Cisitalia, una Vanwall, una Lancia/Ferrari D50, un’Alfa Romeo 159) delle vetture che hanno fatto la storia delle corse automobilistiche internazionali.
Un contributo importante lo ha portato anche il vicepresidente del Club, Mario Caliceti, che ha proposto uno dei modelli più famosi della Giordani, un reattore a pedali del 1957. Oltre all’originale modello una Ferrari F1 Indianapolis a pedali degli anni ’60 (che si è aggiudicata il 3 premio), una Buick e una Vespa 50 a pedali: “Questi giocattoli rappresentano una forma di cultura e ricordo, un’espressione della passione per le auto che nasce sin da bambini. Ricordo – racconta Caliceti – che da bambino passavo ore e ore in cortile con le mie macchinine. Da grande appassionato di vetture storiche, non si può riuscire a resistere al fascino di oggetti così belli. Conservo questi esemplari con grande attenzione e sono sicuro che i visitatori resteranno entusiasti da questa originale mostra”.

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